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HellSign, il provato

Capita a volte di rimanere sorpresi da titoli di cui non si sapeva nulla prima di averli provati. HellSign di Ballistic Interactive, attualmente disponibile nell’Accesso Anticipato di Steam rientra a pieno diritto nella categoria. Presentato come un gioco di ruolo d’azione con elementi investigativi, è uno dei più originali esponenti del genere che abbiamo avuto modo di testare negli ultimi anni, nonché uno dei pochi a essersi riuscito a svincolare efficacemente dalla formula Diablo, pur mantenendone alcuni elementi, tra i quali la visuale di gioco in assonometria. In HellSign il giocatore veste i panni di un Cacciatore, ossia un mercenario dedito alla ricerca e all’epurazione delle creature dell’occulto.

Hellsign

All’inizio bisogna scegliere il sesso e la classe del protagonista: di queste ultime ce ne sono nove in totale, che si differenziano per le abilità sbloccate, alcune caratteristiche base e l’equipaggiamento iniziale. Quindi bisogna superare la prima missione tutorial, utile per capire le profonde differenze di HellSign rispetto a tutti gli altri giochi di ruolo d’azione sul mercato. Ma procediamo con ordine.

Struttura di gioco

HellSign ha una storia principale, che si sviluppa parlando con diversi personaggi e svolgendo delle missioni speciali, e una serie di compiti secondari che consistono nello svolgere indagini o nel ripulire delle case dalle creature malevole. Le missioni opzionali possono essere selezionate su di una mappa della città del protagonista, dove si trovano anche gli altri luoghi visitabili come il bar (dove si ottengono informazioni, si vendono i segni e si scommette), l’armeria (il negozio di gioco), il suo appartamento (dove può rivedere il suo equipaggiamento, distribuire i punti esperienza tra le abilità e dedicarsi al crafting) e altri ancora.

Hellsign Screenshot 04
L’investigazione è il vero fulcro di HellSign.

Diciamo che la maggior parte del tempo la si passa a condurre indagini autonome, così da accumulare soldi ed esperienza. Si tratta anche della parte più coinvolgente, soprattutto al crescere del livello di difficoltà delle missioni stesse. Del resto la trama di HellSign non è proprio eccezionale e a volte sembra quasi un pretesto del sistema di gioco, aggiunta cioè tanto per dare una visione organica al tutto. Poco male, visto che si passa molto più tempo a fare altro che a seguire le banali vicende dei personaggi. Ma ora entriamo in una casa alla ricerca di segni dell’occulto.

Indagini

HellSign è evidentemente influenzato dal moderno ambiente di ricercatori dell’occulto, quelli che si possono vedere in alcune trasmissioni televisive passare intere nottate in luoghi infestati alla ricerca di segni dell’esistenza di fantasmi, demoni e altre creature della notte. Ovviamente la stragrande maggioranza di questi individui è costituita da semplici ciarlatani che si divertono a fare un po’ di spettacolo, ma c’è da dire che hanno comunque inciso parecchio sull’immaginario del genere, soprattutto nell’uso di macchinari scientifici per condurre le indagini. In HellSign il tutto si traduce nel protagonista che deve entrare dentro a delle case dove sono stati commessi degli eccidi per scoprire tracce delle creature che ne sono responsabili e, magari, arrivare a capire come eliminarle. Per farlo ha a disposizione diversi strumenti: un rilevatore di campi elettromagnetici o EMF, un microfono parabolico, una torcia UV e uno scanner termico.

Arrivato in una casa (generata proceduralmente), il giocatore deve attivare i diversi strumenti (uno alla volta) per scovare quali tra i numerosi oggetti dell’arredamento contengano dei segni dell’occulto, che possono essere simboli, patologie, macchie di sangue e altro ancora. Il tutto si traduce nell’esaminare stanza per stanza cercando l’origine dei segnali rintracciati, siano esse impronte insanguinate o impressioni audio. Tutti i marchi raccolti andranno poi utilizzati in una specie di diario e incrociati con delle schede per dedurre quale creatura abbia commesso il massacro. All’inizio il personaggio ha delle conoscenze dell’occulto minime, ma con il proseguo del gioco è possibile ampliare la propria biblioteca, acquistando dei volumi da alcuni PNG, per aumentare i riferimenti e diventare sempre più precisi nelle deduzioni. Si possono anche comprare strumenti tecnici più potenti, che rendono la ricerca dei segni più rapida. Da notare che HellSign prevede la possibilità di fallire, ossia il giocatore può abbandonare una casa senza aver scoperto tutti i segni o aver prodotto una deduzione definitiva.

Hellsign Screenshot 08
Il diario serve per trarre le conclusioni dopo le indagini.

In questo modo gli sviluppatori hanno potuto rendere più graduale la crescita dell’abilità del giocatore nelle indagini e hanno reso la fuga un’opzione praticabile (utilissima quando si sta per morire), visto che ritirarsi non fa perdere i marchi trovati. Oltre a fornire indizi per le indagini, i segni hanno anche altre funzioni: possono essere venduti, possono essere utilizzati per creare degli oggetti speciali, sono una moneta per giocare d’azzardo e, a volte, servono per risolvere delle missioni.

Il sistema di combattimento

Le indagini sono rese particolarmente pericolose dalla presenza dei mostri serventi delle creature occulte e, ai livelli avanzati, anche da queste ultime. Esplorando ci si può imbattere in ragni giganti, alcuni larghi come interi corridoi, porte maledette, enormi millepiedi e molte altre bestie che non vedono l’ora di farci a pezzi. Per eliminarle non resta che estrarre un’arma e fare fuoco. Il sistema di combattimento di HellSign ricorda quello di altri giochi di ruolo d’azione, ma è allo stesso tempo del tutto peculiare. Intanto non si affrontano mai decine di nemici tutti insieme, a meno di non mettersi a correre in una casa risvegliando tutte le creature contemporaneamente.

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Alcune creature sono più pericolose di altre.

Gli avversari di loro sono molto rapidi e hanno delle abilità speciali che emergono soprattutto nelle missioni avanzate. Fortunatamente il cacciatore dispone di una schivata che, se usata al momento giusto, gli evita di subire danni. Per colpirli ci sono due sistemi: sparare alla cieca nella loro direzione, rischiando di mancare il bersaglio e sprecando moltissime munizioni, o mirare, ossia puntarli sullo schermo con il mirino dell’arma impugnata e fare fuoco. Il secondo sistema è più complicato, perché richiede maggiore precisione, ma è anche quello che garantisce i risultati migliori perché i colpi vanno sempre a segno (a patto che si miri bene), perché si possono impilare delle combo che moltiplicano il danno e perché mirando si studiano meglio le traiettorie seguite dai nemici, ossia si impara ad anticiparne le mosse. Come vedete siamo ben lontani dal modello Diablo. In HellSign i combattimenti sono meno frequenti, ma più tesi, soprattutto quando si incontrano nuovi nemici di cui non si conoscono le abitudini.

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L’atmosfera è davvero curata.

Sono anche un ottimo contrappunto alle fasi investigative, che vengono rallentate dal pericolo che spunti all’improvviso qualche creatura pronta ad ammazzarci. Intelligentemente, gli sviluppatori hanno previsto che il giocatore non possa impugnare un’arma insieme a uno strumento di ricerca, così da rendere più tesa l’esplorazione. C’è da dire che ci sono anche delle missioni dedicate completamente al combattimento, ossia in cui bisogna ripulire delle case dalle creature, ma non stonano con il resto e sono aggiunte al gameplay al momento giusto, ossia dopo che si è fatta pratica con i pericoli minori e si dispone del giusto equipaggiamento per affrontarle.

Problemi

I limiti di HellSign sono in gran parte di natura produttiva. Il team di sviluppo ha utilizzato in modo intelligente le risorse a sua disposizione, ma non è riuscito a evitare sbavature e imperfezioni. Ad esempio dal punto di vista grafico abbiamo una sezione action ben fatta, con oggetti dettagliati e un grandioso uso del sistema di illuminazione, ma anche parecchio ripetitiva negli elementi che la compongono, con le case che finiscono per somigliarsi più o meno tutte, pur essendo generate proceduralmente. Le parti narrative sono complessivamente rozze, sia per i pochi luoghi visitabili, sia per l’interfaccia bruttina. Ovviamente si tratta di difetti secondari, visto anche il prezzo del gioco, ma vanno comunque notati.

Hellsign Screenshot 03
L’interfaccia dei dialoghi è… funzionale, ma molto rozza.

Più rilevanti i problemi di progressione del personaggio, con quest’ultima che poteva essere equilibrata meglio, tra abilità sbloccabili solo a livelli avanzatissimi e una difficoltà iniziale molto alta, che si ammorbidisce, forse fin troppo, con il proseguo del gioco. Niente di tragico, ma la speranza è che il periodo di Accesso Anticipato serva proprio a limare il tutto, così da migliorare ancor di più quello che è già un ottimo titolo.

HellSign è stato una vera sorpresa. È il classico gioco da cui non ci aspettavamo nulla e che invece ha dimostrato di avere delle grandissime qualità. Certo, manca ancora qualche rifinitura, ma in generale è un prodotto validissimo e per certi versi originale, che piacerà sicuramente agli appassionati di giochi di ruolo d’azione e a quelli dell’occulto. Per giudicarlo bisogna sicuramente attendere la versione definitiva, ma vi confessiamo che già la versione Accesso Anticipato merita di essere giocata, anche perché costa davvero poco.

CERTEZZE

  • Buone meccaniche d’investigazione dell’occulto
  • Un gioco di ruolo d’azione originale
  • Ottima atmosfera
  • Prezzo budget

DUBBI

  • Crescita del personaggio da rivedere
  • Il lato narrativo non è proprio eccelso

Fonte: http://multiplayer.it/articoli/hellsign-provato.html

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