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Sony salta l’E3 2019: pro e contro di una scelta controversa

Presente da sempre all’evento di Los Angeles con la tradizionale conferenza, Sony salterà l’E3 2019: cerchiamo di capire i pro e i contro di una scelta controversa

Sony non sarà presente all’E3 2019: la notizia, clamorosa, è arrivata lo scorso novembre ma solo a pochi giorni dall’inizio della fiera di Los Angeles è possibile rendersi conto davvero di quanto tale scelta possa influenzare non solo l’azienda giapponese ma anche e soprattutto la portata dell’evento, inevitabilmente depotenziato. Microsoft sarà di fatto l’unica casa produttrice di hardware a tenere uno showcase e approfitterà dell’occasione per presentare Xbox Scarlett e i nuovi giochi in arrivo, puntando a occupare completamente lo spazio lasciato libero dal suo principale competitor. Un’occasione d’oro per la casa di Redmond, che potrà muoversi senza il solito timore di un confronto diretto, lo stesso che aveva determinato alcuni anni fa l’inizio di un gap fra le vendite di PS4 e Xbox One che non è più stato possibile recuperare.

Sony salta l'E3 2019: pro e contro di una scelta controversa

Chiaramente non siamo ancora a quel punto: le piattaforme next-gen sono state confermate e rivelate in alcuni dettagli, ma non hanno una data di uscita né caratteristiche ben definite. Sappiamo che utilizzeranno processori AMD con architettura Zen 2, disporranno di un quantitativo superiore di memoria RAM e di dischi sostanzialmente più veloci, includendo anche un non scontato supporto per il ray tracing in tempo reale, ma non le abbiamo viste. Giocare d’anticipo può senz’altro aiutare, tuttavia, e se il brand PlayStation lo ha fondamentalmente già fatto qualche settimana fa, ben diverso è il potenziale di una conferenza così attesa e seguita, in cui mostrare l’aspetto della nuova console e confermarne le specifiche. Ebbene, Sony ha fatto bene o male a compiere questa scelta? Cerchiamo di capirlo.

Contro

Come accennato poc’anzi, lasciare campo libero a Microsoft potrebbe non essere una buona idea. È vero, Sony si è mossa in anticipo confermando l’esistenza di PS5 e rivelando alcune delle sue caratteristiche tecniche nel corso di un’intervista rilasciata da Mark Cerny. Inoltre, negli ultimi giorni sono spuntati video che ribadiscono le straordinarie capacità dell’SSD custom che troveremo sulla nuova console, in grado di ridurre drasticamente i tempi di caricamento nei giochi e garantire uno streaming velocissimo degli asset. Tuttavia l’idea della conferenza all’E3 è un altro paio di maniche, un evento che viene seguito da tantissime persone e che fa inevitabilmente discutere, andando a monopolizzare anche i coverage realizzati dalle testate di settore.

La stessa fiera di Los Angeles subisce un danno considerevole dalla mancata presenza di Sony: si tratta ancora dell’appuntamento videoludico più importante dell’anno, ma continua a perdere pezzi e si trova a dover competere con la crescente popolarità degli eventi europei, fra cui la Paris Games Week. Diversi addetti ai lavori, fra cui il noto analista Michael Pachter, hanno giudicato negativamente la decisione della casa giapponese, che avrebbe potuto organizzare uno showcase anche solo fornendo degli aggiornamenti sulle esclusive in arrivo su PlayStation 4, nella fattispecie Death Stranding, The Last of Us 2 e Ghost of Tsushima, senza per forza di cose anticipare i tempi e offrire uno sguardo verso il futuro, o magari limitandosi a qualche piccolo cenno su cosa ci aspetta. E le terze parti? Ospitare il reveal del nuovo Call of Duty, mostrare in azione Watch Dogs 3, presentare una demo di Final Fantasy VII Remake, riservare uno spazio a Cyberpunk 2077 e magari riportare sul palco Yu Suzuki con il suo Shenmue 3 avrebbero certamente contribuito a “riempire” la conferenza e a renderla corposa e coinvolgente, senza bisogno di chissà quali accortezze.

Pro

Difficile ragionare sui lati positivi della scelta fatta da Sony in assenza di un’alternativa. Pensavamo che la casa giapponese volesse abbandonare l’E3 in favore di un evento speciale monotematico, ad esempio il ritorno di PlayStation Experience, ma a pochi giorni dall’apertura della fiera di Los Angeles appare chiaro che non si verificherà nulla del genere, quantomeno non nell’immediato. Shawn Layden ha spiegato che la cancellazione della tradizionale conferenza è stata decisa per via della mancanza di nuovi giochi da mostrare al pubblico: una situazione prevedibile, visto che nelle passate edizioni dell’Electronic Entertainment Expo Sony aveva portato sul palco produzioni che si trovavano ancora in fase embrionale pur di controbattere alle proposte di Microsoft con nomi altisonanti.

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Dando per scontato che non si voglia lasciare troppo spazio a Xbox, è possibile che nei giorni precedenti l’evento venga utilizzato lo strumento dei trailer (sempre più probabile quello di Death Stranding) e magari un nuovo episodio del format State of Play per fornire agli utenti un aggiornamento sullo stato dei lavori delle esclusive in arrivo su PlayStation 4 e magari procedere a un reveal propriamente detto di PS5, in attesa di una presentazione più dettagliata da tenersi verso la fine dell’anno. Scenari “di rimessa”, inediti per Sony, che purtroppo ci priverà quest’anno della tradizionale veglia notturna, lasciandoci un po’ più riposati ma inevitabilmente meno entusiasti.

Fonte: http://multiplayer.it/articoli/sony-salta-e3-2019-pro-contro-scelta-controversa.html

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