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I teenager nei videogiochi, cosa può succedere?

Gli adolescenti contro le forze del male: ecco cinque titoli in cui sono i più giovani a salvare il mondo

Recentemente sta tornando alla ribalta un sottogenere che negli ultimi anni si era un po’ sbiadito, quello in cui un gruppo di ragazzini molto giovani, adolescenti al massimo, uniscono le forze per combattere una minaccia che gli adulti non possono o non vogliono fermare. I più vecchierelli tra noi ricorderanno con un sorriso capolavori cinematografici come E.T. o gustosissimi trash come Scuola di mostri (The Monster Squad) mentre le ultime generazioni sono probabilmente cresciute insieme a Super 8, le stagioni di Stranger Things che stanno per diventare tre, il primo capitolo della recente trasposizione di It o l’imminente La bambola assassina, reboot della saga horror incentrata sul micidiale pupazzo Chucky. Guardando il trailer de La bambola assassina, da oggi al cinema grazie a Midnight Factory, etichetta horror di Koch Media, abbiamo pensato ad alcuni videogiochi che sfruttano lo stesso escamotage per mettere i giocatori nei panni dei bambini o adolescenti protagonisti… e ci siamo resi conto che sono quasi tutti giochi di ruolo, nipponici oppure occidentali, forse perché i dialoghi riescono a giustificare meglio un pretesto inverosimile, aiutandoci a immedesimarci meglio nei giovani protagonisti. Ovviamente vi invitiamo a suggerire nei commenti qualche altro titolo che non abbiamo menzionato.

Persona 4

Una banda di ragazzini contro le forze del male? Non potevamo che pensare subito a Persona, il franchise Atlus che negli ultimi anni è diventato famosissimo in tutto il mondo. Anche se Persona 5 è sulla bocca di tutti – l’anno prossimo uscirà una specie di remake alternativo, Persona 5 Royal – noi abbiamo ristretto il campo a Persona 4 e vi spieghiamo subito perché. Prendendo in esame gli ultimi tre Persona, quelli ambientati durante l’anno scolastico, abbiamo escluso Persona 3 perché i nostri eroi erano grossomodo costretti a combattere le Shadow, e Persona 5 perché non c’è un nemico preciso fino a quasi la fine del gioco, ma i vari bersagli dei Phantom Thieves. In Persona 4, invece, i protagonisti, che frequentano tutti il liceo, decidono di usare i loro poteri per dare la caccia al serial killer che funesta il paesino di Inaba, trascinando le vittime nella dimensione parallela del Midnight Channel in cui solo loro possono entrare e lottare invocando i Persona. In questo senso, Persona 4 diventa letteralmente una specie di thriller/horror con elementi sovrannaturali che solo questi giovani possono affrontare… possibilmente dopo aver fatto i compiti.

I teenager nei videogiochi, cosa può succedere?

EarthBound

Noto anche come Mother 2 in Giappone, EarthBound è un piccolo gioiellino firmato HAL Laboratory che risale al 1994 e che, col passare del tempo, è diventato un vero e proprio RPG di culto. Essendo uscito su SNES, e convertito in seguito per Game Boy Advance, diciamo che oggi esistono vari modi per giocarlo, senza contare che è incluso nella compilation di titolo installati nel Super Nintendo Mini. Ambientato nel mondo reale, seppur molto più strampalato, EarthBound racconta le disavventure del protagonista Ness e di una cricca di ragazzini che lo seguiranno nella sua pericolosa missione: sconfiggere gli alieni Gyigas che stanno invadendo la Terra, trasformando esseri umani e animali nei loro schiavi. Tra viaggi nel tempo, allucinazioni, dimensioni psichiche e poteri sovrannaturali, EarthBound è un gioco di ruolo frizzante e stracolmo di ironia che si appoggia a un sistema di combattimento a turni divertente ed essenziale. Moltissimi titoli successivi si sono ispirati a EarthBound, ma per qualche motivo la serie non vendette come sperato, perciò si concluse con Mother 3, nel 2006, sequel che ancora oggi è rimasto confinato nel solo Giappone.

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South Park

Da EarthBound a South Park il passo è breve, anche perché è stato proprio Trey Parker, che insieme a Matt Stone ha creato la fittizia cittadina americana, ad affermare che il titolo HAL Laboratory ha fortemente influenzato la stesura della storia ne Il bastone della verità. Dopo una serie di videogiochi assolutamente mediocri, South Park si è ritagliato un posticino molto più accogliente grazie a due RPG divertentissimi usciti negli ultimi anni e sviluppati uno da Obsidian Entertainment e l’altro da Ubisoft San Francisco. Pur differendo sotto alcuni aspetti – in primis il sistema di combattimenti, a turni classici nel primo e più strategico nel secondo – i due South Park videoludici rispettano la medesima formula in cui il giocatore, nei panni dei vari bambini protagonisti, deve salvare la ridente cittadina e tutto il mondo con essa dalle minacce più assurde. Ne Il bastone della verità ci sono cospiratori, alieni e nazisti zombi, mentre Scontri di-retti si ispira ai cinecomics e vede Cartman e soci combattere in costume tra viaggi nel tempo e super criminali. Sono due giochi assolutamente spassosi, fedeli alla serie TV e, quindi, decisamente sboccati.

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Costume Quest

Sviluppati dai Double Fine Productions di Tim Schafer, Costume Quest e Costume Quest (2010 e 2014 rispettivamente) sono due deliziosi giochi di ruolo multipiattaforma che sposano perfettamente il nostro argomento. I protagonisti sono sempre i gemelli Wren e Reynold – anche se nel primo, è quello che non sceglie il giocatore come protagonista a essere rapito – che, insieme ai loro amici, devono sconfiggere le forze del male che si abbattono sul mondo nella notte di Halloween… anche se nel secondo episodio è proprio la festa di Halloween a essere i pericolo. Entrambi i titoli ruotano intorno a una meccanica molto particolare: i protagonisti e gli altri bambini indossano diversi costumi che, durante i combattimenti coi mostri, li trasformano in gigantesche versioni realistiche delle creature che rappresentano. Se Wren si veste da robot, per esempio, in battaglia diventerà un enorme mech armato fino ai denti. Oltre a combattere, i nostri piccoli eroi dovranno risolvere vari puzzle ambientali e, nel secondo episodio, addirittura viaggiare nel tempo per salvare i loro discendenti nel futuro.

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Danganronpa

La serie di visual novel interattive targata Spike Chunsoft è una delle più famose e apprezzate dai fan di questo genere. Per chi non lo sapesse, la serie – divisa in vari capitoli – ruota tutta intorno a un orsacchiotto psicopatico che si fa chiamare Monokuma e che, in un modo o nell’altro, riesce sempre a imprigionare in uno spazio ristretto alcuni adolescenti, costringendoli a sospettare gli uni degli altri man mano che vengono misteriosamente assassinati. I ragazzi sono obbligati a scegliere un colpevole che verrà giustiziato, perciò sta al giocatore, nei panni del protagonista di turno, mettere insieme tutti gli indizi per scoprire chi si cela dietro ogni delitto e sconfiggere Monokuma prima che faccia piazza pulita. I Danganronpa sono titoli molto articolati sul piano narrativo che raccontano storie da thriller a tinte horror molto avvincenti, seppur inverosimili. Quello delle visual novel è un genere difficile da consigliare, specialmente se i titoli non sono tradotti in italiano e chi li gioca mastica poco l’inglese, come spesso accade, ma Danganronpa è sicuramente uno dei migliori esponenti.

I teenager nei videogiochi, cosa può succedere?

Fonte: http://multiplayer.it/articoli/teenager-nei-videogiochi.html

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